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A Milano una famiglia che offre vito e alloggio ad un richiedente asilo o rifugiato riceve un rimborso spese di 350 euro mensili. La somma ammonta a 400 euro se le persone accolte sono di più.   

Il Comune ha pubblicato pochi giorni fa un bando per trovare famiglie disponibili a ospitare richiedenti asilo e rifugiati. Le richieste specificate nel bando sono “una camera da letto dedicata in maniera esclusiva all’ospite/ospiti, l’utilizzo di servizi igienico-sanitari idonei (mettendo a disposizione possibilmente un bagno dedicato) e arredo minimo per deposito di abiti e beni ad uso personale.” Si sottolinea, inoltre, che “il tempo di accoglienza previsto è di circa 6 mesi, eventualmente prorogabili sulla base delle singole esigenze progettuali.”

Al fine della selezione, le famiglie dovranno superare anche un colloquio con uno psicologo. Inoltre, frequenteranno unbreve corso di formazione di circa due giorni per saper affrontare al meglio la situazione.

L’idea è quella di offrire a queste persone una sistemazione più umana di quanto potrebbe essere una tendopoli.

Ed anche se il costo dell’accoglienza in famiglia è di 10,5 euro pro capite al giorno, molto inferiore ai 35 euro chiesti dai centri SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), le polemiche sono sorte subito.

Ovviamente il primo a criticare la soluzione adottata dal comune di Milano è stato Matteo Salvini, il segretario della Lega Nord, che su Facebook ha pubblicato il seguente commento: "Il Comune di Milano, giunta PD-Pisapia, pagherà 400 EURO al mese chi ospiterà un immigrato a casa sua. Roba da matti. Vergogna, questo è RAZZISMO nei confronti degli italiani in difficoltà!". A lui si è affiancato Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia: “È un atto illegale che Fratelli d'Italia è pronto a denunciare in tribunale. Un'amministrazione pubblica non può adottare provvedimenti che prevedono servizi sociali solo per gli immigrati ed escludono gli italiani”.

Siamo però fiduciosi che le famiglie milanesi capiscono l’utilità di un simile progetto per entrambe le parti coinvolte e manderanno le candidature entro il 15 gennaio così come previsto dal bando.

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