Ragazzi al telefono 3

L’ adescamento online è un fenomeno in forte espansione che coinvolge sempre più spesso ragazzi e ragazze al di sotto dei 18 anni. L’allarme è stato lanciato dalla Polizia di Stato che invita i genitori a monitorare le attività on line dei propri figli.


La polizia di Stato ha reso noto che nel 2015 sono stati arrestati 67 pedofili e denunciati 485. Soltanto la Polizia Postale ha ricevuto 221 denunce dalle vittime di adescamento online. Ricordiamo che nel 2014 sono state arrestate 38 persone e 428 le denunce registrate per adescamento di minori on line, produzione, diffusione e commercializzazione on line di materiale pedopornografico. I dati sono davvero preoccupanti se pensiamo che le vittime sono i minori, soprattutto bambini tra i 10 e i 12 anni.

Che cos'è l'adescamento on line

Detto anche “Grooming” (dal verbo "to groom", curare), l’adescamento on line è un pericolo del web che consiste nel tentativo, da parte di una persona malintenzionata o di un pedofilo, di avvicinare un minorenne per scopi sessuali, conquistandone la fiducia attraverso l’utilizzo della rete Internet, in particolar modo tramite chat, social networks, giochi di ruolo, blog, e forum. I potenziali aggressori curano ogni dettaglio in modo da conquistare la fiducia del bambino o del adolescente al fine di incontrarlo oppure di ottenere informazioni utili per avvicinarlo. Avvolte fanno anche dei piccoli regali, come ad esempio ricariche telefoniche. L’adescamento può durare anche mesi.

Il reato di “adescamento di minorenni”

In Italia, l’azione di lotta alla pedofilia on line è condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, in particolare attraverso le attività del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet.
Il reato di adescamento on line di minorenni è stato introdotto nel codice penale il 1 ottobre 2012 (art. 609-undecies del codice penale). La normativa considera reato penale anche solo il tentativo di conquistare la fiducia dei bambini o adolescenti al di sotto dei 16 anni ai fini sessuali. La pena prevista è la reclusione da 1 a 3 anni.

La polizia non basta

La Polizia di Stato monitora costantemente la rete Internet e conduce attività di prevenzione incontrando studenti e insegnanti per informarli sull’uso consapevole di internet. Nonostante tutto, il pericolo sussiste e serve l’aiuto dei genitori.
Proprio sulla pagina facebook della Polizia “Una Vita da Social” vengono ricordati alcuni preziosi consigli:
“Bisogna essere sempre vigili nei confronti dei minori online e verificarne frequentemente le attività; va prestata la massima attenzione alle amicizie strette via chat perché su Internet chiunque può dissimulare la propria reale identità; attenzione anche ai videogiochi, la maggior parte ha come funzionalità una chat interna con la quale sconosciuti possono interagire con i ragazzi; evitare di fornire troppe informazioni relative alla propria vita privata (i minori che inseriscono l’età, il luogo di residenza, le immagini, gli interessi agevolano l’adescamento del pedofilo)”.{jcomments on}